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Diventare un punto di ritiro per pacchi è un’opportunità sempre più interessante per negozi, attività locali e piccoli imprenditori che vogliono aumentare la propria visibilità, generare flussi aggiuntivi di clienti e ottenere un guadagno extra.

In un’epoca in cui l’e-commerce è in costante crescita, i servizi di ritiro e consegna pacchi presso esercizi commerciali sono diventati un anello fondamentale della logistica dell’ultimo miglio.

In questo articolo scopriamo come diventare punto di ritiro per i principali corrieri in Italia, quali requisiti servono, quanto si guadagna, quali vantaggi e svantaggi comporta e come funziona nella pratica.

Perché diventare un punto di ritiro?

Il sistema dei punti di ritiro è nato per offrire un’alternativa alla consegna a domicilio, utile soprattutto per chi è spesso assente o non ha un luogo sicuro dove ricevere i pacchi. Per i commercianti, però, rappresenta anche una nuova occasione di business, con numerosi benefici:

Vantaggi principali:

  • Maggiore afflusso di persone in negozio, anche solo per il ritiro o la spedizione, con potenziali acquisti aggiuntivi.
  • Guadagno fisso per ogni pacco gestito (ritirato, spedito o reso).
  • Zero investimenti tecnologici: il corriere fornisce spesso terminali e materiale.
  • Aumento della visibilità online (es. comparsa nei portali di tracking, mappe di Google, siti dei corrieri).
  • Fedeltà dei clienti: molti utenti ritornano sempre nello stesso punto.

Requisiti per diventare punto di ritiro

Diventare un punto di ritiro non è complicato, ma bisogna rispettare alcuni requisiti minimi. Ogni corriere ha le sue specifiche, ma in linea generale servono:

Requisiti di base:

  • Un locale fisico aperto al pubblico (negozio, bar, tabaccheria, ferramenta, cartoleria…)
  • Orari di apertura stabili e ampi (idealmente almeno 5-6 giorni a settimana).
  • Spazio interno per lo stoccaggio temporaneo dei pacchi, al riparo da furti o intemperie.
  • Connessione internet e disponibilità di un PC o terminale (a volte fornito dal corriere).
  • Disponibilità a gestire piccoli flussi giornalieri di pacchi, soprattutto durante il picco natalizio ed estivo.

Quanto si guadagna come punto di ritiro?

Il guadagno varia in base al corriere e al tipo di operazione (consegna, spedizione, reso). In media, si tratta di una cifra tra 0,30€ e 0,90€ a pacco gestito, ma con differenze significative.

Tipo di operazioneGuadagno medio
Ritiro da parte del cliente0,40 – 0,60 €
Accettazione di una spedizione0,50 – 0,80 €
Gestione di un reso0,30 – 0,50 €

Se si gestiscono 30-50 pacchi al giorno, si può arrivare a guadagnare anche 600-1000€ al mese, con zero investimento iniziale. Inoltre, l’effetto “indiretto” sul giro d’affari del negozio può essere altrettanto interessante.

Partita IVA forfettaria: la soluzione più semplice per diventare punto di ritiro

Chi decide di diventare punto di ritiro per uno o più corrieri deve quasi sempre aprire una partita IVA. Nella maggior parte dei casi, soprattutto all’inizio, il regime forfettario è la scelta più conveniente e meno stressante dal punto di vista fiscale.

Il motivo è semplice: il compenso di un punto di ritiro non è quasi mai elevatissimo nei primi mesi. Si parla spesso di entrate variabili, legate al numero di pacchi gestiti, alle convenzioni con i corrieri e al flusso reale di clienti. Proprio per questo, il forfettario consente di pagare meno tasse e avere costi di gestione molto più bassi, evitando una struttura fiscale sproporzionata rispetto ai guadagni reali.

Con il regime forfettario non addebiti IVA, non la versi allo Stato e non sei soggetto agli ISA. Inoltre, l’imposta sostitutiva è ridotta (5% per i primi anni se rispetti i requisiti, poi 15%), un enorme vantaggio per chi sta avviando un’attività come punto di ritiro pacchi.

Costi di gestione: attenzione a non complicarsi la vita

Uno degli errori più comuni è sottovalutare i costi di gestione della partita IVA, soprattutto quelli legati al commercialista. Aprire un punto di ritiro dovrebbe essere un’opportunità per integrare il reddito o far crescere un’attività esistente, non un peso burocratico.

Tra dichiarazioni, imposte, contributi INPS e scadenze, affidarsi a un servizio tradizionale può diventare costoso e poco flessibile. Per questo motivo, molti esercenti che operano come punti di ritiro scelgono soluzioni digitali più snelle.

In questo contesto, Flextax rappresenta un’opzione particolarmente interessante. È un servizio di commercialista online pensato proprio per chi lavora in regime forfettario, con costi chiari fin dall’inizio e assistenza dedicata. Un vantaggio non da poco per chi vuole concentrarsi sull’attività quotidiana, ricezione, gestione e consegna dei pacchi, senza perdersi tra carte e burocrazia.

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Perché il forfettario è ideale per un punto di ritiro

Aprire una partita IVA forfettaria per diventare punto di ritiro significa partire leggeri, sia a livello fiscale sia organizzativo. È una scelta coerente con un’attività che spesso nasce come complemento a un negozio già esistente o come servizio aggiuntivo per aumentare il traffico di clienti.

In più, avere costi fissi contenuti ti permette di valutare con calma se ampliare le collaborazioni con più corrieri, aumentare gli orari di apertura o trasformare il punto di ritiro in un’attività sempre più centrale nel tuo business.

A tal proposito leggi anche: Aprire Partita iva Forfettaria | Quanto Costa e Cosa Serve

Come diventare punto di ritiro per i principali corrieri

Ecco come candidarsi con i corrieri e network più attivi in Italia:

1. Amazon Hub Counter/Locker

Amazon permette a negozi e attività locali di diventare Amazon Hub Counter (ritiro assistito) o Locker Host (ritiro automatico).

Requisiti:

  • Locale accessibile al pubblico.
  • Spazio interno (per Counter) o esterno (per Locker).
  • Orari estesi.

Diventa punto di ritiro Amazon

2. InPost/PUDO Point

InPost gestisce sia Locker automatici che punti PUDO (Pick Up Drop Off), spesso integrati con Vinted e Zalando.

Requisiti:

  • Visibilità commerciale e spazio dedicato.
  • Apertura almeno 6/7 giorni.
  • Disponibilità a ricevere spedizioni, resi, ritiro.

Diventa punto di ritiro InPost

FedEx Access Point

FedEx (che ha assorbito TNT) offre un sistema di Access Point per facilitare il ritiro e la consegna di pacchi.

Requisiti:

  • Visibilità dalla strada.
  • Orari flessibili.
  • Spazio minimo di 2-3 mq.

Diventa punto di ritiro FedEX

5. UPS Access Point

UPS seleziona negozi di prossimità per il suo network Access Point.

Requisiti:

  • Presenza in zone residenziali o urbane.
  • Orari coerenti con il target di consegna.
  • Connessione a Internet per il software UPS.

Diventa punto di ritiro UPS

6. GLS Parcel Shop

GLS ha un proprio sistema di “Parcel Shop”, spesso integrato in cartolerie, negozi di elettronica, ecc.

Requisiti:

  • Presenza su strada.
  • Orari lunghi, almeno 5 giorni a settimana.
  • Possibilità di stampare etichette.

Diventa punto di ritiro GLS

7. BRT Fermopoint / Fermodepot

BRT collabora con Fermopoint per la rete di ritiro e deposito. Le candidature passano da Fermopoint oppure direttamente da BRT.

Requisiti:

  • Possibilità di ritiro e deposito pacchi.
  • Software fornito.
  • Spazio minimo e connessione.

Diventa BRT Fermopoint

Esperienza pratica: cosa aspettarsi

Una volta accettati, si riceve formazione e supporto tecnico. Il corriere o partner fornisce:

  • Etichette, nastri, terminale o app per la gestione.
  • Manuale operativo.
  • Contratto con condizioni economiche chiare.

I pacchi arrivano con corrieri dedicati, e vengono ritirati dai clienti previa presentazione di QR Code o documento. In caso di mancato ritiro, è previsto un tempo massimo di giacenza (7-10 giorni).

Pro e contro dell’attività

✅ Vantaggi:

  • Guadagno extra garantito.
  • Visibilità e passaggio in negozio.
  • Nessun investimento iniziale.
  • Fidelizzazione clientela.

❌ Svantaggi:

  • Maggiore responsabilità e rischio in caso di furto o smarrimento.
  • Aumento del lavoro manuale (gestione, firme, verifica pacchi).
  • Necessità di rispettare le istruzioni operative del corriere.
  • Spazio da dedicare ai pacchi (può diventare un problema nei picchi).

Consigli per gestire bene un punto di ritiro

  • Organizzare una zona dedicata e sicura per i pacchi.
  • Avere sempre un referente formato in negozio.
  • Controllare ogni pacco in entrata e uscita con scansione o firma.
  • Informare i clienti su orari e regole per il ritiro.
  • Evitare accumuli: sollecitare il ritiro prima della scadenza della giacenza.

Scegli la zona giusta per diventare il punto di ritiro migliore

Prima di aprire un punto di ritiro, fai una ricerca sul campo: individua tutti i punti di ritiro attivi dei principali corrieri nella città (o nel quartiere) dove vuoi aprire e valuta con attenzione dove esistono gap reali. Non è una cosa da fare “al volo”: un’analisi mirata ti permette di scegliere una posizione che massimizzi le consegne in entrata e la domanda locale.

Cosa fare, passo dopo passo (senza perdere tempo in dettagli già trattati altrove):

  1. Mappa i punti di ritiro esistenti, usa Google Maps, le pagine ufficiali dei corrieri e gli elenchi locali per creare una mappa dei punti di ritiro nella tua area. Segna indirizzi, orari di apertura e i corrieri presenti.
  2. Cerca i gap di servizio nelle zone ad alta densità abitativa, concentra l’attenzione su quartieri residenziali con molte famiglie o condomini dove i punti di ritiro più vicini sono relativamente lontani. Una distanza maggiore tra punti di ritiro in un’area densamente popolata è un’opportunità: i residenti preferiranno un punto più vicino.
  3. Valuta il potenziale dei pacchi “smart delivery”, molti corrieri instradano automaticamente consegne verso i punti di ritiro quando il destinatario è in zona e il servizio è disponibile. Se sei in una zona con pochi punti di ritiro, puoi candidarti per ricevere tutti i pacchi smart destinati a quell’area, un grande vantaggio in termini di volume.
  4. Stima domanda vs. concorrenza, non solo la distanza, considera densità demografica, presenza di attività commerciali, stazioni/fermate vicine e abitudini di acquisto online nel quartiere. Un punto ben posizionato e visibile genera traffico spontaneo e fidelizza gli utenti.
  5. Contatta i corrieri e proponi la tua candidatura mirata, quando hai identificato un’area con gap, prepara una breve scheda (indirizzo, orari, capacità di gestione pacchi, foto locali) e contatta i corrieri per proporre il tuo punto come soluzione per quella specifica zona. I corrieri apprezzano proposte basate su dati concreti.

Perché questa analisi paga: scegliere una zona ad alta densità dove i punti esistenti sono distanti ti permette di diventare la scelta naturale dei residenti e di acquisire il flusso di pacchi “smart” destinati a quell’area. In pratica, non è solo la posizione: è la scelta di coprire un vuoto reale nel servizio che trasforma il punto di ritiro in una risorsa richiesta e proficua.

Gestione operativa e sostenibilità economica del punto di ritiro

Una volta avviato il punto di ritiro, la vera sfida diventa mantenere l’equilibrio tra operatività quotidiana e sostenibilità economica. La gestione dei pacchi richiede costanza, precisione e una presenza continua, ma il valore dell’attività emerge solo se il tempo investito è proporzionato ai ricavi generati.

Per questo è importante avere fin da subito una visione chiara dei flussi: quanti pacchi entrano, quanto tempo richiedono, quali corrieri risultano più convenienti e quali, invece, appesantiscono la gestione senza portare reali benefici. Tenere sotto controllo questi aspetti permette di fare scelte consapevoli, come ridurre alcune collaborazioni o concentrarsi su quelle più redditizie.

Dal punto di vista amministrativo, una gestione semplificata consente di valutare l’andamento economico del punto di ritiro senza perdersi nella burocrazia. In questo senso, l’utilizzo di strumenti digitali e di un supporto fiscale pensato per attività snelle aiuta a non trasformare un servizio utile in un carico gestionale eccessivo.

Affidarsi a una soluzione come Flextax consente di avere una struttura fiscale leggera e facilmente adattabile, utile soprattutto quando il volume di pacchi cresce e il punto di ritiro inizia a incidere in modo più significativo sul fatturato complessivo.

La sostenibilità di un punto di ritiro non dipende solo da quante consegne vengono gestite, ma da quanto bene l’attività è organizzata. Un’impostazione efficiente permette di trasformare il servizio in una fonte di entrate stabile, evitando che diventi un impegno sproporzionato rispetto ai benefici reali.

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Conclusioni

Diventare un punto di ritiro pacchi è oggi un’ottima occasione per chi gestisce un negozio fisico o uno spazio accessibile al pubblico. Non si tratta solo di un guadagno economico diretto, ma anche di una strategia per aumentare traffico, visibilità e fidelizzazione della clientela.

La domanda di spedizioni e-commerce continuerà a crescere, e i punti di ritiro saranno sempre più richiesti, soprattutto in centri urbani, piccoli comuni e zone dove le consegne a domicilio sono complesse. Se hai i requisiti giusti, candidarti ora può essere un investimento intelligente per il futuro della tua attività.

Mondo Corrieri, La Redazione

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