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Negli ultimi mesi, diverse città italiane hanno emanato ordinanze restrittive che limitano – o addirittura vietano – la circolazione dei veicoli commerciali nei centri storici. Una misura nata con l’intento di ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria e preservare il patrimonio artistico, ma che sta già sollevando polemiche nel settore della logistica. Cosa significa tutto questo per i corrieri e per chi lavora nelle consegne? Facciamo chiarezza.
Perché si parla di “stop alle consegne” nei centri storici?
L’Italia è un Paese ricco di borghi antichi, strade strette, piazze patrimonio dell’UNESCO. Le amministrazioni comunali sono sempre più attente alla sostenibilità e alla salvaguardia ambientale, e in questo contesto rientrano le Zone a Traffico Limitato (ZTL), le Zone a Emissioni Zero (ZEZ) e le nuove ordinanze anti-smog.
A Milano, Firenze, Roma, Bologna, Napoli e Torino si stanno sperimentando limitazioni sempre più rigide all’accesso dei furgoni diesel, benzina e in alcuni casi persino ibridi nei centri cittadini, soprattutto nelle ore centrali della giornata. Le consegne vengono così spinte verso fasce orarie marginali, o addirittura vietate del tutto se non si utilizzano mezzi ecologici.
Quali città hanno già applicato restrizioni?
Vediamo alcuni esempi concreti di ordinanze già attive o annunciate:
🔴 Milano
Dal 1° ottobre 2024, l’Area B e l’Area C vietano l’ingresso a veicoli diesel Euro 4 e 5. Dal 2025 il divieto è esteso anche ai veicoli diesel Euro 6, salvo deroghe per mezzi elettrici o a metano.
🟠 Firenze
In alcune zone della ZTL, le consegne sono consentite solo tra le 6 e le 9 del mattino. Al di fuori di questo orario, accesso vietato ai veicoli commerciali. Inoltre, dal 2026 si punta a consentire l’accesso solo a mezzi a emissioni zero.
🔵 Roma
Il piano “Fascia Verde” prevede l’esclusione progressiva dei veicoli inquinanti. Dal 2025 saranno vietati anche i veicoli commerciali Euro 5. Le consegne nel centro storico dovranno avvenire con cargo bike, scooter elettrici o microfurgoni.
🟢 Bologna
La “ZTL ambientale” prevede che le consegne possano avvenire solo entro le 10:30 del mattino e con mezzi compatibili con gli standard ecologici minimi. Incentivi per il passaggio all’elettrico già attivi.
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📦 I piccoli centri storici: Un problema ancora più grande
Se nelle grandi città come Milano o Roma le aziende possono organizzarsi con magazzini di appoggio e micro-hub logistici, nei piccoli centri storici italiani la questione si fa ancora più complessa. Borghi come Assisi, Urbino, Matera, Cefalù o Alba – solo per citarne alcuni – non solo hanno strade strette e spesso a senso unico, ma sono anche privi di infrastrutture moderne di supporto alla logistica urbana.
In questi luoghi:
- Non esistono zone di carico/scarico dedicate
- Le vie sono pedonali o aperte solo a residenti
- I controlli dei vigili sono severi e continui
- La clientela si aspetta la stessa rapidità delle metropoli
I corrieri sono spesso costretti a parcheggiare lontano dal centro e a percorrere a piedi anche centinaia di metri con i pacchi in braccio o su piccoli carrelli. In molti casi, il numero di consegne gestibili cala drasticamente e i tempi di lavoro si allungano notevolmente.
Inoltre, non esistono incentivi mirati per chi lavora in queste zone. E mentre le grandi città propongono agevolazioni o fondi per l’acquisto di cargo bike o veicoli elettrici, nei piccoli comuni la transizione sostenibile è lasciata interamente alle risorse (spesso scarse) dei singoli lavoratori.
“Nel centro storico di Siena consegno tutto a piedi, facendo tre viaggi a pacco. Lavoro il doppio e guadagno lo stesso.”
– Fabio, corriere autonomo
Questi territori rischiano di diventare i più penalizzati, con effetti negativi sull’efficienza delle spedizioni, sulla competitività dei piccoli e-commerce locali e sulla qualità del lavoro dei corrieri.
Quali sono gli obiettivi delle nuove ordinanze?
Dietro a queste restrizioni non c’è solo la questione estetica o storica. Le finalità principali delle ordinanze comunali sono:
- Riduzione dell’inquinamento atmosferico
- Diminuzione del traffico urbano
- Tutela del patrimonio architettonico
- Promozione della logistica sostenibile
- Miglioramento della qualità della vita dei residenti
Tuttavia, questo approccio sta mettendo sotto pressione l’intero settore delle consegne, in particolare i padroncini e i corrieri freelance.
Le conseguenze per i corrieri: cosa cambia davvero
1. Tempi di consegna più lunghi
I corrieri saranno costretti a lasciare il furgone fuori dal centro storico e completare il tragitto a piedi o con veicoli leggeri. Questo si traduce in più tempo per ogni consegna, meno pacchi consegnabili al giorno e turni più stressanti.
2. Maggiore investimento nei mezzi
Chi non dispone di un veicolo elettrico, di un cargo bike o di un furgone a metano dovrà adattarsi, investendo in un nuovo mezzo o prendendolo a noleggio. Un costo non da poco, soprattutto per i lavoratori autonomi.
3. Nuove regole per i grandi corrieri
Aziende come GLS, SDA, BRT, Amazon e DHL stanno già convertendo parte della loro flotta urbana con mezzi ecologici, ma la transizione non è semplice. In molti casi si affida la “last mile delivery” a micro-consegne in bici o scooter elettrici.
4. Aumento delle sanzioni
Con le nuove ordinanze, le multe per ingresso non autorizzato in ZTL o ZEZ possono arrivare a fino 300 euro a violazione, e i sistemi di controllo automatico con telecamere non perdonano.
La reazione del settore: tra proteste e soluzioni
🚚 Le associazioni di categoria
Conftrasporto, CNA Fita, Confartigianato Trasporti e Fedit stanno protestando contro le nuove misure. Chiedono più gradualità, incentivi economici per il rinnovo del parco veicoli e maggiore dialogo con le amministrazioni.
“Non si può chiedere ai corrieri di cambiare furgone ogni 3 anni. Così si penalizzano i piccoli operatori e si favoriscono solo i grandi player.”
– Confartigianato Trasporti
🔋 I piani delle aziende
Amazon sta testando in molte città italiane le consegne con cargo bike e tricicli elettrici. DHL ha creato micro-hub urbani per il ritiro pacchi tramite locker e consegna con scooter elettrici.
💡 Idee alternative in sperimentazione
- Locker condominiali per evitare la consegna porta a porta
- Furgoni condivisi elettrici tra più corrieri indipendenti
- Magazzini di prossimità per il “mini smistamento urbano”
I rischi di queste politiche
Mentre l’obiettivo ecologico è condivisibile, ci sono conseguenze da non sottovalutare:
- Disuguaglianza tra grandi aziende e singoli driver
- Spostamento dei problemi nelle zone limitrofe
- Costi extra per gli utenti finali (spedizioni più care)
- Aumento dello stress lavorativo per chi fa consegne
- Difficoltà a rispettare gli orari di consegna garantiti
Opportunità per i corrieri: adattarsi per restare competitivi
Nonostante le difficoltà, queste ordinanze possono anche aprire nuove possibilità:
- Chi si attrezza prima sarà avvantaggiato, in quanto potrà accedere senza restrizioni e offrire un servizio competitivo.
- Il noleggio di mezzi elettrici a breve termine può essere una soluzione provvisoria sostenibile.
- Specializzarsi in consegne “last mile” a piedi o in bici nei centri storici può diventare una nicchia molto richiesta.
- Collaborazioni tra più corrieri per ottimizzare i percorsi e dividere i costi dei nuovi mezzi.
Le richieste dei corrieri ai Comuni
Per affrontare questo cambiamento, molti chiedono:
- Deroghe temporanee per chi non ha ancora cambiato mezzo
- Finanziamenti o incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici
- Fasce orarie più ampie per le consegne
- Zone di carico/scarico dedicate vicino ai centri
- Dialogo aperto con chi vive il lavoro su strada ogni giorno
Conclusioni: verso un futuro sostenibile, ma giusto
Il cambiamento è inevitabile. Le città italiane, come quelle europee, stanno puntando sempre più a diventare sostenibili, e questo coinvolge inevitabilmente il mondo delle consegne. Tuttavia, non si può fare sostenibilità senza ascoltare chi ogni giorno muove la merce da un capo all’altro della città.
I corrieri, i padroncini e i driver freelance sono una parte fondamentale dell’economia moderna. Serve un equilibrio tra innovazione ecologica e tutela del lavoro. Le nuove ordinanze nei centri storici sono solo l’inizio: la sfida sarà rendere il cambiamento non solo ecologico, ma anche umano e accessibile per tutti.
Mondo Corrieri, La Redazione
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