Indice del contenuto
Fare il corriere oggi è un lavoro frenetico, dinamico, ma anche pieno di responsabilità. Si consegnano decine (se non centinaia) di pacchi ogni giorno, si percorrono chilometri in città, si affrontano zone a traffico limitato, orari serrati e parcheggi spesso impossibili. Ma cosa succede quando arriva una multa? Chi la paga: il corriere o l’azienda?
In questo articolo analizzeremo le regole che determinano quando una sanzione è a carico del lavoratore e quando invece deve rispondere il datore di lavoro o la committenza. Vedremo anche cosa dice la legge, come contestare eventuali ingiustizie e i casi più frequenti in cui i corrieri si trovano nei guai per colpe non loro.
Tipologie di multe più frequenti per i corrieri
I corrieri sono esposti a una serie di sanzioni ricorrenti, spesso legate alla natura del lavoro. Tra le più comuni troviamo:
- Multe per divieto di sosta: tipiche in zone centrali o condominiali
- Accesso non autorizzato in ZTL (Zona a Traffico Limitato)
- Eccesso di velocità
- Passaggio con semaforo rosso
- Guida con furgone non revisionato
- Mancanza di documenti o assicurazione
- Uso improprio del cellulare alla guida
- Guida con patente non idonea (es. scaduta o categoria errata)
Molte di queste infrazioni possono essere legate a pressioni aziendali o a problemi organizzativi: mancanza di parcheggi per la consegna, tempistiche impossibili, carenza di formazione, ecc.
Chi è il responsabile legale della multa?
Veicolo intestato all’azienda
Nel caso in cui il furgone sia aziendale (intestato alla ditta o alla società), la multa viene notificata al proprietario del mezzo. Questo significa che l’azienda riceverà la comunicazione e potrà:
- Pagare la multa direttamente
- Oppure fornire le generalità del conducente affinché la sanzione venga trasferita al corriere (con decurtazione dei punti patente, se previsto)
Se l’azienda sceglie di rivalersi sul dipendente, deve però rispettare alcune condizioni legali (vedi più avanti).
Furgone di proprietà del corriere (padroncino)
Se il corriere lavora con partita IVA o come padroncino autonomo e il mezzo è intestato a lui, la multa è sempre a suo carico.
Tuttavia, se l’infrazione è avvenuta su ordine diretto della committenza, o in seguito a disposizioni scorrette, è possibile rivalersi sul committente (ma è un percorso legale più complesso).
Quando la multa è a carico del corriere dipendente?
Secondo l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori e la giurisprudenza consolidata, un dipendente può essere chiamato a rispondere solo nei seguenti casi:
✅ Dolo o colpa grave
Se il comportamento del corriere è stato gravemente negligente o volontariamente scorretto, la responsabilità può essere personale. Esempi:
- Passaggio col rosso “per fare prima”
- Uso del cellulare mentre si guida
- Mancanza di patente valida
- Eccesso di velocità non giustificabile
In questi casi l’azienda può scaricare la multa al dipendente, a patto di dimostrarlo.
✅ Utilizzo del veicolo fuori orario o senza autorizzazione
Se il corriere usa il furgone aziendale per motivi personali, fuori dal turno di lavoro o per finalità non lavorative, ogni responsabilità è sua.
Quando invece deve pagare l’azienda?
Ci sono situazioni in cui la multa non può essere addebitata al corriere, e resta a carico del datore di lavoro:
❌ Infrazioni legate all’organizzazione del lavoro
Se il corriere non può evitare l’infrazione per poter svolgere la consegna, e l’azienda non fornisce alternative legittime, la multa dovrebbe essere a carico del datore. Esempi:
- Parcheggio in doppia fila per mancanza di spazio
- Accesso in ZTL per completare la consegna urgente
- Guida prolungata senza riposo per esigenze aziendali
A tal proposito leggi anche: ZTL e Corrieri: Quando si Può Entrare e Come Ottenere i Permessi
❌ Ordini diretti dell’azienda
Se il datore ordina (anche verbalmente) di infrangere una norma, è lui il responsabile. È importante però che il lavoratore riesca a dimostrare la direttiva ricevuta.
❌ Mancanza di autorizzazioni o permessi
Spesso i corrieri entrano in ZTL senza che l’azienda abbia fornito i permessi: anche in questo caso la responsabilità è dell’organizzazione, non del singolo.
Decurtazione punti patente: si può evitare?
Le multe che prevedono la decurtazione di punti patente (es. eccesso di velocità, semaforo rosso, guida con cellulare) richiedono che l’azienda indichi il conducente.
Se non lo fa, paga una sanzione accessoria per mancata comunicazione (fino a 422 €), ma non vengono tolti i punti a nessuno.
Molte aziende preferiscono non comunicare il conducente per evitare tensioni interne, pagando questa sanzione aggiuntiva.
Tuttavia, se la comunicazione avviene, i punti vengono detratti direttamente dalla patente del corriere.
Le trattenute in busta paga: sono legali?
In linea generale, no.
Secondo l’art. 2104 del Codice Civile, l’azienda non può trattenere denaro dalla busta paga per una multa a meno che:
- Ci sia stato dolo o colpa grave
- Ci sia una clausola firmata nel contratto di lavoro
- Ci sia l’autorizzazione scritta del dipendente
In assenza di queste condizioni, la trattenuta è illegittima e il lavoratore può fare ricorso al giudice del lavoro o all’ispettorato.
Come tutelarsi in caso di multa ingiusta?
Se ricevi una multa che ritieni ingiusta o che non ti spetta, puoi agire in vari modi:
📝 1. Richiedi copia del verbale
Hai diritto a visionare il verbale originale, specialmente se sei tu ad essere identificato come conducente.
📸 2. Raccogli prove
Foto, messaggi, ordini di consegna, localizzazione GPS, registrazioni possono dimostrare che eri costretto a quella manovra o che agivi su ordine aziendale.
🧾 3. Verifica il contratto
Controlla se ci sono clausole specifiche sul trattamento delle multe nel tuo contratto o nel regolamento interno.
👨⚖️ 4. Rivolgiti a un sindacato o a un avvocato
I sindacati o i patronati possono aiutarti gratuitamente a contestare la trattenuta o a difenderti in giudizio.
E se paghi tu per evitare problemi?
Molti corrieri, per paura di perdere il lavoro o essere malvisti, scelgono di pagare comunque le multe, anche se non dovute.
È una pratica purtroppo diffusa, ma:
- Non sei obbligato a farlo, se la colpa non è tua
- Pagare non ti protegge da eventuali altre sanzioni disciplinari
- Può generare un precedente pericoloso
Meglio chiarire la situazione con documenti alla mano e, se necessario, far intervenire figure esterne (sindacati, consulenti, ispettorato).
Cosa succede se lavori per una cooperativa o come padroncino?
Spesso le cooperative fanno firmare regolamenti interni dove si stabilisce che le multe sono a carico del conducente. Ma non sempre queste clausole sono legittime, specialmente se non c’è colpa grave.
Lavorando come autonomo invece, sei tu il titolare del veicolo e quindi anche delle multe, salvo casi specifici (es. contratto di subappalto con colpa del committente).
Conclusioni
Le multe sono una realtà frequente per chi fa il corriere, ma non sempre devono essere pagate dal lavoratore. Il principio base è:
🔹 Paghi solo se hai colpa diretta, grave e dimostrabile.
Altrimenti, l’onere resta all’azienda o alla struttura organizzativa responsabile.
Conoscere le regole, documentare ogni anomalia, e sapere a chi rivolgersi in caso di abusi, può fare la differenza tra una giornata difficile e una vera ingiustizia.
Se avete trovato utile questo articolo condividetelo con i vostri amici tramite i pulsanti social che trovate di seguito, a presto e buona continuazione sul nostro sito!
Mondo Corrieri, La Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Scopri di più da Mondo Corrieri
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
