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Per un corriere, l’infortunio può avvenire in mille modi diversi: scivolare durante una consegna, farsi male sollevando un pacco, prendere una storta nelle scale, rimanere coinvolti in un incidente stradale, essere aggrediti da un cane o anche cadere da un marciapiede sconnesso.
Tutto ciò che avviene durante l’orario di lavoro e mentre si sta svolgendo un’attività lavorativa è considerato infortunio sul lavoro.
Questa distinzione è importante perché permette di capire se l’assicurazione Inail copre oppure no ciò che è accaduto, e quali diritti spettano al corriere, sia che lavori come dipendente sia che operi come padroncino tramite subappalto.
Primo passo: fermarsi e valutare la gravità
Il primo errore comune è quello di “stringere i denti” e continuare a consegnare.
Sbagliato: qualsiasi peggioramento successivo potrebbe invalidare la copertura assicurativa.
Dopo un infortunio:
- Fermati immediatamente.
- Allontanati da eventuali pericoli (traffico, auto, scale strette, zone scivolose).
- Valuta rapidamente le tue condizioni: dolore alla schiena, caviglia gonfia, ferita, contusione, difficoltà a muoversi.
Anche se il dolore sembra leggero, va comunque segnalato. Molti problemi (storte, infiammazioni, contratture) peggiorano nelle ore successive.
Comunicare subito l’infortunio: a chi e come
È fondamentale comunicare l’accaduto entro poche ore per evitare problemi di riconoscimento.
Se sei dipendente di un’azienda di consegne
Devi avvisare:
- Il tuo capo diretto (capo turno, referente, responsabile del deposito)
- L’azienda per cui lavori (GLS, SDA, Bartolini, DHL, Amazon, ecc.)
- Il responsabile della sicurezza interno
Quasi tutte le aziende hanno una chat, un’app interna o un numero aziendale a cui segnalare gli incidenti.
Scrivi sempre un messaggio scritto, non solo a voce.
Se lavori tramite cooperativa o subappalto
Comunica l’infortunio:
- Al tuo caposquadra o referente della cooperativa
- All’azienda madre (se previsto dal contratto)
- Alla tua assicurazione Inail (automaticamente attiva se dipendente)
Se sei padroncino con Partita IVA
Giuridicamente non sei considerato “dipendente” e non hai copertura automatica.
Devi:
- Attivare Inail gestione autonomi se l’avevi già (molti non ce l’hanno, errore comune!)
- Oppure gestire l’infortunio tramite assicurazione privata se prevista dal tuo contratto di appalto
- Avvisare l’azienda per cui stai consegnando (necessario per documentare l’accaduto)
In ogni caso la segnalazione immediata è determinante.
Andare subito al Pronto Soccorso per il certificato medico
Per l’Inail conta la data del primo certificato.
Se vai il giorno dopo, il rischio è che l’ente ti dica che la lesione potrebbe essere avvenuta altrove.
Al Pronto Soccorso specifica chiaramente:
- Che ti sei fatto male durante il lavoro
- Cosa stavi facendo (es: consegna, sollevamento pacco, caduta, incidente, ecc.)
- L’azienda per cui stavi consegnando
Il codice da richiedere è il certificato di infortunio sul lavoro.
Il medico invierà tutto all’Inail in maniera telematica.
Se non lo fa, chiedi una copia digitale o cartacea: l’azienda potrà inviarlo manualmente.
Cosa deve fare l’azienda dopo la tua segnalazione
L’azienda ha l’obbligo di:
- Comunicare l’infortunio all’Inail entro 48 ore
- Registrare l’infortunio nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi)
- Inviare eventuali testimoni o documentazione aggiuntiva
- Lasciarti a riposo senza alcuna pressione psicologica o minacce
Se non lo fanno, possono ricevere multe molto alte.
E tu puoi rivalerti tramite sindacati o ispettorato del lavoro.
Chi paga durante i giorni di malattia da infortunio
Questo dipende se sei dipendente, in cooperativa, o padroncino.
Dipendente diretto
L’Inail paga:
- Dal 1° al 4° giorno → paga l’azienda (al 100% o al 60% a seconda del contratto)
- Dal 5° giorno in poi → paga l’Inail con indennità giornaliera (dal 60% al 75%)
Se ci sono danni permanenti, l’Inail riconosce un ulteriore indennizzo.
Dipendente di cooperativa in appalto
La situazione è identica a quella del dipendente diretto:
la copertura Inail è comunque attiva.
Padroncino
Dipende da:
- Assicurazione privata che hai stipulato
- Eventuale adesione Inail gestione autonomi
- Contratto di appalto (alcuni corrieri richiedono coperture obbligatorie)
Il problema più comune è che molti padroncini non hanno nessuna copertura, e questo può diventare molto rischioso.
Documenti da conservare sempre
Per tutelarti al massimo, tieni sempre:
- Certificato di pronto soccorso
- Eventuali radiografie o esami
- Messaggi inviati alla tua azienda
- Foto del luogo dell’infortunio
- Foto dei pacchi se il peso era eccessivo
- Testimonianze di colleghi o clienti
- Polizze assicurative attive
Questa documentazione è essenziale se dovessero sorgere problemi o contestazioni.
Infortunio durante la consegna causa terzi: incidente stradale
Il caso più frequente (e delicato) è un incidente in strada.
Se un altro veicolo ti tampona o ti taglia la strada, l’infortunio è doppio:
- Danni fisici → gestiti dall’Inail
- Danni all’automezzo → gestiti dall’assicurazione auto (Kasko, RCA, ecc.)
Se il mezzo è aziendale, gestisce tutto l’azienda.
Se è tuo (padroncino), devi gestire assicurazione e fermo tecnico.
In questi casi fai sempre:
- Foto della scena
- Testimonianze
- Modulo CID
- Eventuale chiamata alle forze dell’ordine
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Infortunio da pacchi troppo pesanti o mal imballati
Un caso molto comune tra i corrieri è il mal di schiena o uno strappo dovuto a carichi troppo pesanti.
Se il pacco supera i limiti previsti:
- 30 kg per una persona
- 15 kg se ci sono scale ripide
- 0 kg se serve movimentazione con due operatori (es: 80/100 kg)
e nessuno ti ha fornito aiuto o strumenti corretti, l’azienda è responsabile.
Puoi:
- Segnalare l’accaduto all’Inail
- Chiedere un sopralluogo del responsabile sicurezza
- Fare contestazione scritta
Leggi anche: Norme Sulla Sicurezza per i Corrieri | Cosa Dice la Legge
Chi è responsabile se l’infortunio avviene durante una consegna “obbligata” dal cliente?
Un tema poco discusso, ma molto importante, riguarda tutte quelle situazioni in cui il cliente chiede al corriere di effettuare manovre o consegne non previste, come:
- portare pacchi oltre i limiti di peso
- salire in soffitte o cantine pericolose
- entrare in proprietà private con gradini irregolari
- attraversare cortili scivolosi
- utilizzare scale interne senza protezioni
- consegnare in zone vietate o difficili da raggiungere
Molti corrieri, per evitare discussioni, eseguono comunque la richiesta. Ma se succede un infortunio?
La responsabilità non è del corriere
Il lavoratore non deve mai eseguire manovre non sicure, anche se il cliente insiste.
La legge (D.Lgs. 81/2008) stabilisce chiaramente che:
- il corriere non è obbligato a superare ostacoli pericolosi
- nessuno può costringere a sollevare pesi “fuori norma”
- il cliente non ha autorità per imporre modalità di consegna rischiose
Se l’infortunio avviene in una situazione “imposta” dal cliente:
- L’azienda del corriere è tutelata
- Il corriere mantiene la piena copertura Inail
- Il cliente potrebbe essere ritenuto corresponsabile in caso di danni maggiori o lesioni gravi
Ovviamente serviranno:
- testimoni
- foto del luogo
- una comunicazione immediata al responsabile o caposquadra
Quando rifiutare la consegna non è solo lecito, ma obbligatorio
Il corriere deve rifiutare la consegna quando:
- i pacchi superano il limite di peso trasportabile da una sola persona
- le scale sono troppo strette o pericolose
- c’è ghiaccio, acqua o superfici scivolose
- ci sono animali non controllati
- il cliente chiede di entrare in zone non accessibili al pubblico
In questi casi la consegna può essere:
- portata “a piano strada”
- ripianificata
- segnalata come “impossibile in sicurezza”
Nessun cliente può pretendere il rischio.
E se il corriere si fa male nelle scale di un condominio?
È un infortunio sul lavoro.
Sempre.
Ma attenzione: in alcuni casi si può aprire un contenzioso contro:
- Condominio (scale rotte o pericolose)
- Proprietario
- Cliente (se il pacco era eccessivamente pesante non segnalato)
Non succede sempre, ma è possibile.
Pressioni aziendali? Ecco cosa NON possono obbligarti a fare
Molti corrieri subiscono pressioni tipo:
- “Finisci comunque il giro”
- “Non risultare infortunato, metti malattia”
- “È solo una botta, domani vieni”
- “Non chiamare l’Inail”
Tutto questo è illegale.
Se lo fanno:
- Conserva i messaggi
- Rivolgiti a un sindacato
- Chiama l’Ispettorato del Lavoro
- Non firmare documenti che non capisci
La tutela del lavoratore è una priorità.
Cosa succede al rientro dopo l’infortunio
Quando rientri, l’azienda può:
- Sottoporti a visita del medico competente
- Verificare se sei idoneo a sollevare pesi
- Metterti temporaneamente in mansioni più leggere
Non può:
- Retrocederti
- Tagliarti le consegne
- Cambiarti turni come “punizione”
Ogni comportamento discriminatorio è perseguibile.
Quando l’Inail non copre l’infortunio
I rari casi in cui l’infortunio non viene riconosciuto sono:
- Se eri fuori dall’orario di lavoro
- Se stavi facendo attività non autorizzata
- Se eri sotto effetto di alcol o droghe
- Se hai falsificato la dinamica
Tutto il resto, anche gli incidenti leggeri, viene riconosciuto quasi sempre.
Quando chiedere il risarcimento danni aggiuntivo
Se l’infortunio è stato causato da:
- Terzi (incidente stradale)
- Scale rotte
- Pacco pericoloso o non conforme
- Negligenza dell’azienda
- Mancato rispetto delle norme di sicurezza
Puoi chiedere un risarcimento extra oltre all’Inail.
Serve però:
- Avvocato specializzato
- Documentazione completa
- Eventuali perizie
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FAQ
È obbligatorio fermarsi dopo l’infortunio?
Sì, continuare il lavoro può peggiorare la situazione e invalidare parte della tutela.
Devo anticipare qualcosa di tasca mia?
No, tranne eventuale ticket sanitario (rimborsabile in alcuni contratti).
E se l’azienda dice che “non è nulla”?
Non conta il loro giudizio: conta il certificato medico.
Riceverò lo stipendio durante l’infortunio?
Sì, tramite azienda e/o Inail a seconda dei giorni.
Posso rifiutare consegne troppo pesanti?
Sì, se superano i limiti previsti dalla normativa.
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