Emissioni Zero Entro il 2030: Le Promesse Dei Grandi Corrieri

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Le emissioni di CO₂ generate dal settore logistico sono tra le più rilevanti a livello globale. Ogni giorno, migliaia di veicoli per le consegne percorrono strade urbane ed extraurbane, contribuendo all’inquinamento atmosferico e acustico. Con l’aumento vertiginoso dell’e-commerce, le consegne sono cresciute esponenzialmente, generando un impatto ambientale sempre più difficile da ignorare.

Per rispondere a questa emergenza, le grandi aziende di logistica e consegna hanno annunciato impegni ambiziosi: azzerare le emissioni nette entro il 2030 (o al massimo 2040). Ma siamo davvero sulla strada giusta? E quali sono gli ostacoli che si frappongono tra le promesse e la realtà?


Il perché di questa svolta green

La spinta verso l’azzeramento delle emissioni non è solo una scelta etica: è una necessità strategica e normativa. Le nuove politiche europee, come il Green Deal e il Fit for 55, impongono vincoli sempre più stringenti sulle emissioni. Inoltre, i clienti sono sempre più attenti all’impatto ambientale delle proprie scelte, spingendo le aziende a migliorare le loro performance ESG (Environment, Social, Governance).

Infine, l’adozione di pratiche sostenibili è diventata un vantaggio competitivo anche dal punto di vista finanziario: gli investitori premiano le aziende sostenibili, mentre penalizzano quelle ancora ancorate a modelli inquinanti.


Le promesse delle big del settore: chi dice cosa?

Ecco un confronto dettagliato degli obiettivi dichiarati dai principali attori della logistica e delle consegne.

Amazon

  • Obiettivo globale: emissioni zero entro il 2040.
  • Impegno intermedio: riduzione del 50% delle emissioni entro il 2030.
  • Azioni concrete:
    • 100.000 furgoni elettrici ordinati da Rivian.
    • Investimenti in hub a energia rinnovabile.
    • Programma “Shipment Zero” e flotta elettrica in crescita anche in Europa.

DHL Group (Deutsche Post)

  • Obiettivo: zero emissioni nette entro il 2050, con tappe progressive al 2030.
  • Target al 2030:
    • 60% dei veicoli urbani elettrici o a basse emissioni.
    • Investimenti green per oltre 7 miliardi di euro.
  • Innovazioni:
    • Cargo bike per le ZTL.
    • Centri smistamento green in Germania, Italia e UK.

UPS

  • Obiettivo: neutralità climatica entro il 2050.
  • Azioni:
    • Sperimentazione su veicoli a idrogeno e LNG.
    • Reti elettriche integrate nei magazzini.
    • Collaborazioni con startup tecnologiche.

FedEx

  • Obiettivo: emissioni zero entro il 2040.
  • Focus:
    • Elettrificazione completa della flotta di consegna entro il 2030.
    • Sviluppo di carburanti alternativi per il trasporto aereo.

Poste Italiane

  • Obiettivo: flotta a basse emissioni al 100% entro il 2030.
  • Misure adottate:
    • 4.000 veicoli elettrici già in circolazione.
    • Hub a impatto quasi zero in Emilia-Romagna, Piemonte, Campania.

I numeri del cambiamento

Ecco alcuni dati che fotografano l’impatto del settore logistico e l’urgenza del cambiamento:

  • 20-25%: quota di emissioni totali urbane generate dalla logistica dell’ultimo miglio.
  • 75%: percentuale di furgoni diesel ancora in circolazione tra le flotte europee.
  • +75%: aumento delle consegne eCommerce in Italia dal 2019 al 2025.
  • 3 milioni: stima di pacchi consegnati ogni giorno nel nostro Paese.

Le difficoltà (molto concrete) del settore

1. Costo dei veicoli elettrici

Un furgone elettrico professionale costa in media tra 35.000 e 70.000 euro, molto più del suo corrispettivo diesel. Per una grande azienda con 10.000 mezzi, la conversione richiede centinaia di milioni di euro, anche tenendo conto degli incentivi statali (spesso insufficienti o assenti).

2. Autonomia e tempi di ricarica

I veicoli elettrici leggeri per consegne offrono autonomie tra i 150 e i 300 km reali, ma i corrieri percorrono spesso più chilometri, specialmente nei giri extraurbani. Inoltre, le soste per la ricarica (anche di 1-2 ore) incidono sull’efficienza.

3. Mancanza di infrastrutture

Molti depositi logistici, soprattutto quelli in zone periferiche o affittati da terzi, non hanno colonnine rapide. E sulla rete pubblica, i tempi di accesso restano lunghi e poco compatibili con i ritmi serrati del settore.

4. Complessità della supply chain

Non tutto dipende dai “corrieri finali”. Anche i fornitori, i subappaltatori e gli operatori terzi devono essere allineati agli obiettivi green. Questo crea sfide organizzative difficili da gestire.


Le soluzioni adottate: elettrico sì, ma non solo

● Hub urbani e micro-magazzini

Sempre più aziende stanno decentralizzando la logistica per ridurre il raggio di consegna, aprendo micro-hub cittadini per una distribuzione finale più green.

● Consegne alternative: cargo bike, scooter e piedi

Nei centri storici, i corrieri stanno sperimentando mezzi alternativi: biciclette a pedalata assistita, zaini smart, zavorre su ruote per consegna a piedi.

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● Locker intelligenti

La consegna in armadietti automatici o negozi convenzionati consente di concentrare le tratte ed evitare giri a vuoto per destinatari assenti.

● Software di ottimizzazione

Le grandi aziende usano sistemi di routing dinamico, che modificano in tempo reale l’ordine delle tappe in base al traffico e agli imprevisti.


Focus Italia: cosa succede nel nostro Paese?

Normative locali

  • Milano: dal 2025 stop ai veicoli diesel Euro 4 e dal 2028 anche agli Euro 5.
  • Torino, Bologna, Roma: piani ZTL progressivi per vietare i veicoli termici nelle consegne.
  • Bonus furgoni elettrici: disponibili ma spesso soggetti a click day o esauriti in poche ore.

Le aziende italiane

  • Nexive (ora Poste): ha avviato la conversione elettrica dei mezzi urbani a Napoli, Palermo, Genova.
  • Bartolini (BRT): test in corso su furgoni elettrici leggeri e collaborazione con startup locali per logistica urbana.
  • SDA: parte del gruppo Poste, segue la linea tracciata dalla capogruppo per la transizione green.

[BOX] Confronto flotte elettriche vs diesel per consegne urbane

CaratteristicaFurgone DieselFurgone Elettrico
Costo iniziale€20.000 – €30.000€35.000 – €70.000
Costo rifornimento€1,80/litro (media)€0,20-0,30/kWh
ManutenzioneElevataPiù bassa (meno componenti)
Autonomia500-700 km150-300 km
EmissioniCO₂, NOx, PM10Quasi zero
Accesso ZTLLimitato o vietatoConsentito

Emissioni zero o greenwashing?

Molti osservatori e associazioni ambientaliste puntano il dito: alcuni obiettivi non sono legalmente vincolanti, e le aziende potrebbero rimandare o riformulare i loro impegni.

Inoltre, la compensazione tramite carbon offset (piantare alberi, progetti di riforestazione) è criticata perché spesso inefficace nel breve termine. Solo un cambiamento reale della logistica può garantire un impatto misurabile.


Il futuro: previsioni al 2030

Ecco cosa potremmo aspettarci da qui ai prossimi 5 anni:

  • Aumento drastico della quota di veicoli elettrici nelle flotte dei principali corrieri.
  • Crescita delle zone a traffico limitato o a zero emissioni in tutte le grandi città italiane.
  • Investimenti nelle reti di ricarica veloce dedicate ai veicoli commerciali.
  • Nascita di nuovi player full-electric sul mercato delle consegne locali.

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Conclusione: chi guida il cambiamento?

Il settore delle consegne ha davanti a sé una sfida storica: consegnare un futuro più pulito, sostenibile ed efficiente. Le aziende hanno fatto promesse ambiziose, e alcune stanno davvero innovando a ritmi serrati. Ma la strada per lo zero emissioni non è priva di ostacoli.

Per i corrieri, questo significa un cambiamento radicale del lavoro, delle attrezzature e dei ritmi. Per le città, una possibilità concreta di migliorare l’aria e la vivibilità urbana. E per tutti noi, una responsabilità collettiva: perché ogni clic, ogni spedizione, ogni pacco consegnato ha un impatto reale sul nostro pianeta.

Mondo Corrieri, La Redazione

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