Buoni Pasto e Buoni Carburante per i Corrieri | Come Funzionano

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I buoni pasto e i buoni carburante sono due dei benefit più richiesti dai lavoratori della logistica e delle consegne. Per un corriere che passa la giornata in strada, spesso lontano dalla sede e soggetto a costi quotidiani di cibo e carburante questi strumenti non sono solo comodi: possono diventare parte significativa del costo reale del lavoro e del potere d’acquisto.

Questa guida spiega cosa sono, perché gli autisti li vogliono, come funzionano fiscalmente per l’azienda che li emette e per il corriere che li riceve (dipendente o autonomo), e quali alternative convengono in pratica.


Cosa sono i buoni pasto e e i buoni carburante

  • Buono pasto (ticket restaurant/meal voucher): documento o carta elettronica rilasciata dal datore di lavoro che dà diritto all’acquisto di un pasto o di generi alimentari nei punti convenzionati. Esistono in formato cartaceo e elettronico (app, card).
  • Buono carburante: voucher o carta emessa dal datore di lavoro per acquistare carburante (benzina, diesel, GPL, metano) o effettuare ricariche su veicoli elettrici; può essere temporaneo (es. bonus straordinario) o strutturale come benefit aziendale.

Perché i corrieri li vogliono (vantaggi pratici)

  1. Riduzione spesa immediata: carburante e pasti consumati “on the road” incidono molto: un buono carburante o un rimborso ben gestito abbassano il costo netto per chi lavora in strada.
  2. Maggiore liquidità in busta paga: i buoni pasto elettronici fino alla soglia esente non vengono tassati, cioè sono un vantaggio netto per il dipendente.
  3. Semplicità e tracciabilità: le card elettroniche semplificano la rendicontazione delle spese, utile anche per i datori di lavoro.
  4. Welfare e retention: per le aziende di logistica è uno strumento per fidelizzare i driver senza aumentare la retribuzione imponibile (se erogato entro i limiti di legge).

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Buoni pasto: come sono tassati (azienda vs lavoratore)

Limiti di esenzione (regola pratica)

  • Buoni cartacei: non concorrono alla formazione del reddito fino a €4,00 giornalieri.
  • Buoni elettronici: non concorrono alla formazione del reddito fino a €8,00 giornalieri.
    Questo significa che fino a queste soglie il valore dei buoni non è soggetto né a tassazione IRPEF né a contributi previdenziali sul fronte del lavoratore.

Esempio pratico (dipendente corriere): se ricevi 1 buono elettronico da €8 ogni giorno lavorativo (22 giorni/mese), hai un vantaggio non tassato di €176/mese.

Trattamento per l’azienda che li emette

  • In generale il costo sostenuto dall’azienda per l’acquisto dei buoni pasto è deducibile come costo d’impresa, entro i limiti e condizioni previsti dalla normativa e dalla prassi. Inoltre il formato elettronico ha semplificazioni e vantaggi amministrativi rispetto al cartaceo.

Nota: la disciplina è tecnica (IVA, tipologia di spesa deducibile, modalità di erogazione). Molte società emittenti (Edenred, Pluxee, ecc.) spiegano che l’elettronico è favorito anche dal punto di vista fiscale e operativo.


Buoni pasto e Partita IVA/padroncini: differenze pratiche

I liberi professionisti e le partite IVA (in regime ordinario) possono utilizzare buoni pasto, ma non godono dello stesso trattamento “esentasse” riservato ai dipendenti. Le regole principali:

  • Per i titolari di partita IVA senza dipendenti la deducibilità dei buoni pasto per sé è generalmente del 75% del costo sostenuto, con un limite massimo pari al 2% dei compensi percepiti nel periodo d’imposta (questo significa che la spesa è deducibile ma con limiti).

Esempio pratico (padroncino/corriere con P.IVA): fatturato annuo = €30.000 → 2% = €600. Se acquisti buoni per €800, la parte riconosciuta ai fini della deduzione è al massimo €600; di questi il 75% è deducibile → deduzione = €450.

  • Se sei in regime forfettario, la logica fiscale è differente e il vantaggio diretto dei buoni pasto come “benefit” perde spesso valore: conviene parlarne con il commercialista.

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Buoni carburante: come vengono trattati fiscalmente

  • Norma generale: i buoni carburante rientrano nella disciplina dei fringe benefit e, salvo misure straordinarie, il loro trattamento fiscale rientra nell’articolo 51 del TUIR (reddito di lavoro dipendente). L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti interpretativi in merito.
  • Misure straordinarie: per fare un esempio concreto, nel 2022 il legislatore e l’Agenzia hanno previsto la possibilità di erogare buoni carburante fino a €200 per i dipendenti in esenzione (misura collegata alla crisi energetica). Si tratta però di una misura temporanea e legata a specifici interventi normativi.

Differenza pratica: buono carburante vs rimborso chilometrico

  • Buono carburante (fringe benefit): se erogato come beneficio, potrebbe concorrere alla formazione del reddito del lavoratore (salvo casi/limiti previsti da norme straordinarie). Spesso è trattato come benefit e può avere impatto fiscale e contributivo.
  • Rimborso chilometrico: se correttamente documentato e calcolato secondo tabelle (es. ACI) e regole dell’Agenzia, può non concorrere alla formazione del reddito (quindi non tassato) a certe condizioni: è utile quando il lavoratore usa la propria auto per trasferte e l’azienda rimborsa sulla base di una tariffa chilometrica documentabile.

Pratica consigliata per i corrieri: se sei dipendente, confronta cosa ti conviene (buono carburante oppure rimborso chilometrico) e verifica il regolamento aziendale e le politiche del CCNL: talvolta il rimborso è più sicuro dal punto di vista fiscale, soprattutto se l’uso del mezzo è documentato.


Cosa conviene a chi | Confronto sintetico

SituazioneBuoni pastoBuoni carburanteRimborso chilometrico
Corriere dipendenteOttimo: elettronico fino a €8/giorno esentePuò essere vantaggioso ma attenzione alla tassazione come fringe benefit (salvo misure)Spesso fiscale e previdenziale più neutro se documentato
Padroncino / P.IVAPossibile ma deducibilità limitata (75% fino al 2% del fatturato)Può essere considerato compenso (attenzione alla tassazione)Rimborso fatturabile? meglio concordare contrattualmente e contabilizzare
AziendaDeducibilità del costo, preferibile formato elettronicoDeducibilità possibile ma modalità dipendono dalla natura (fringe benefit o rimborso)Deducibile come costo, ma richiede tracciamento

Consigli pratici per corrieri (checklist)

  1. Se sei dipendente: verifica se l’azienda eroga buoni pasto elettronici (più vantaggiosi) o se propone buoni carburante o rimborso chilometrico; confronta numericamente cosa ti rimane in tasca.
  2. Se sei padroncino (P.IVA): considera che i buoni pasto possono essere utili ma la deducibilità è limitata, pianifica con il commercialista e verifica il regime fiscale (ordinario vs forfettario).
  3. Richiedi una policy scritta: come vengono calcolati i rimborsi? con quali giustificativi? chi firma? Questo evita discussioni successive.
  4. Usa strumenti digitali: card elettroniche e app semplificano rendicontazione e riducono errori. Fornitori noti (Edenred, Pluxee, Satispay, Q8 Recard) offrono soluzioni business.
  5. Documenta tutto: per i rimborsi chilometrici servono registri/percorsi; per i buoni pasto salva le ricevute se richiesto.

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CCNL e contratti (breve nota)

Nei settori della logistica e dell’autotrasporto, il CCNL può regolare clausole di welfare, indennità e discipline sui benefit che le aziende devono rispettare: quando sei assunto come corriere, verifica il CCNL applicato (es.: CCNL Logistica, Trasporto Merci e Spedizione). Molte imprese prevedono l’erogazione di buoni pasto o indennità specifiche concordate a livello aziendale o territoriale.


Domande frequenti (FAQ rapide)

I buoni pasto si possono usare per la cena?
Tecnicamente sono pensati per la pausa pranzo durante l’orario di lavoro; l’utilizzo nei punti convenzionati dipende dal regolamento dell’emittente e dalla normativa locale.

Un datore può dare buoni pasto a un corriere con P.IVA che collabora?
Sì, ma fiscalmente spesso vengono trattati come compenso (quindi perdita del vantaggio fiscale tipico del dipendente). In alcuni casi esistono soluzioni per i professionisti: consultare il commercialista.

Conviene per il padroncino avere una carta carburante aziendale?
Sì: semplifica rendicontazione e gestione dei costi; dal punto di vista fiscale conviene valutarne l’impatto con il commercialista (deducibilità, IVA).


Conclusione, cosa ricordare

  • Buoni pasto: per i dipendenti sono tra i benefit più vantaggiosi (fino a €8/giorno in formato elettronico sono esenti); per i liberi professionisti valgono regole diverse (deducibilità 75% con limiti).
  • Buoni carburante: utili ma fiscalmente più complessi; esistono misure temporanee (es. buono €200 2022) e la scelta tra voucher e rimborso chilometrico va fatta caso per caso.
  • Per il corriere concreto: contare numeri reali (quanto incidi il carburante e il pranzo sul tuo budget), confrontare offerte aziendali e preferire soluzioni tracciabili/elettroniche.

Mondo Corrieri, La Redazione

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